La Riserva Naturale Regionale del Vergari continua ad affermarsi come luogo di ricerca, ascolto e sperimentazione culturale. A raccontarlo è l’intervista pubblicata dal quotidiano Corriere dell’Umbria all’antropologo Antonello Lamanna, studioso che da anni conduce nel territorio della Riserva un articolato lavoro dedicato al paesaggio sonoro, alla memoria orale e alla relazione tra comunità, ambiente e identità culturale.
Il “Paesaggio Sonoro” come chiave per leggere il presente
Nel servizio giornalistico, firmato da Rita Boini, Lamanna definisce il “paesaggio sonoro” come una vera e propria “chiave per leggere il presente”. L’antropologo sottolinea come i suoni dei territori – dalle voci ai dialetti, dai rumori dell’acqua alle pratiche quotidiane – rappresentino strumenti preziosi per comprendere a fondo le trasformazioni sociali e ambientali contemporanee.
Per l’antropologo calabrese, il Vergari è diventato negli anni un vero e proprio laboratorio permanente di osservazione e documentazione. Il progetto di ricerca sviluppato all’interno della Riserva si concentra sull’ascolto del territorio come archivio vivente: un patrimonio fatto di oralità, tradizioni, memorie collettive e paesaggi acustici che raccontano l’evoluzione delle comunità locali.
Il progetto “Vergari Soundscape”: un’etnografia sonora condivisa
L’intervista evidenzia come il lavoro di Lamanna sappia unire sapientemente antropologia, linguistica, ricerca sonora e pratiche artistiche contemporanee, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale senza mai separarlo dalla vita quotidiana delle persone e dall’ambiente naturale in cui esso nasce.
Tra i temi affrontati emerge con forza il progetto “Vergari Soundscape”, definito come una forma di etnografia sonora condivisa. L’idea di fondo è che il paesaggio sonoro non sia soltanto una percezione estetica, ma uno strumento concreto di rigenerazione territoriale e culturale.
Secondo Lamanna, il suono può diventare infatti:
- Mezzo di trasmissione dei saperi.
- Strumento di valorizzazione delle identità locali.
- Spazio per la costruzione di nuove forme di partecipazione.
Questo approccio interdisciplinare coinvolge costantemente studiosi, artisti e ricercatori, mettendo la Riserva del Vergari al centro di una riflessione profondamente innovativa sul rapporto tra uomo, ambiente e memoria.
Un prestigioso riconoscimento per la Riserva del Vergari
La pubblicazione sul Corriere dell’Umbria rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro culturale e scientifico che la Riserva Naturale Regionale del Vergari sta portando avanti negli ultimi anni. Il nostro territorio si conferma così non solo come un luogo di tutela e salvaguardia ambientale, ma anche come uno spazio aperto alla ricerca, alla narrazione e alla sperimentazione di nuove pratiche di valorizzazione del patrimonio immateriale.
I ringraziamenti della Riserva ad Antonello Lamanna
La Riserva desidera esprimere un sentito ringraziamento ad Antonello Lamanna per la passione, la competenza e la sensibilità con cui sta raccontando e valorizzando il territorio del Vergari attraverso il linguaggio del suono, dell’ascolto e della ricerca antropologica.
Il lavoro svolto in questi anni rappresenta un contributo prezioso non solo dal punto di vista scientifico e culturale, ma anche umano, perché capace di restituire voce, memoria e identità ai luoghi e alle comunità della Riserva.
Ad Antonello vanno i complimenti di tutta la comunità della Riserva Naturale Regionale del Vergari per il prestigioso risalto ottenuto e per l’importante attività di ricerca che continua a portare avanti con dedizione e visione innovativa.
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Antropologia della narrazione orale. Soundscape, refrain e memoria nella musica tradizionale



